IL PASSATO E IL FUTURO CHE INTRAPPOLANO LA VITA

 

Negli ultimi giorni riflettevo su quanto tempo ed energia ho perso

facendo mille cose contemporaneamente,
nell’illusione di fare di più!

ebbene si! Anche le insegnanti di yoga sbagliano (per fortuna!!!) e accorgermi di questo è stato come svegliarsi dopo una lunga notte con un bicchiere di acqua fredda in faccia.

Questo è stato un grande regalo perché ho potuto riflettere su quanto pericolosamente si può cadere nella routine e nel vortice di fare mille cose contemporaneamente come telefonare mentre si cucina, o mandando messaggi mentre si guarda la televisione o si sta con un amico.

Ci insegnano a fare, a programmare, a pianificare… ma chi ci insegna veramente a rimanere nel momento presente e godersi l’attimo che stiamo vivendo con tutte le sue emozioni, odori, colori e rumori?

 
 
 

Spesso la nostra mente è nel passato o nel futuro. Quando è nel passato spesso siamo malinconici, tristi o depressi. Quando è nel futuro cresce l’ansia e la preoccupazione. Ma in realtà né il momento  passato né quello futuro esistono e rimanere nell’uno o nell’altro crescono l’infelicità e l’insoddisfazione.  

Quando siamo troppo nel passato viviamo di esperienze fatte che hanno avuto il loro significato in quel momento particolare della nostra vita ma che non potranno mai ritornare uguali. Hanno contribuito a farci diventare le persone che siamo ma proprio perché ora siamo persone diverse non potremo più riviverle allo stesso modo. Le dobbiamo lasciare andare con la doverosa gratitudine che meritano.

Programmare il futuro è entusiasmante e necessario ma quando si affida al futuro la felicità, quando si aspetta qualcosa convinti che ci faccia sentire meglio, o quando ci immaginiamo futuri catastrofici il nostro centro è completamente spostato.

 

La capacità di rimanere nel presente può essere allenata, come un muscolo avrà bisogno dei suoi tempi ma più ci si allena e più sarà facile! Ti racconto alcune delle cose pratiche che ho fatto io:

  • Ho iniziato a tenere il telefono in un’altra stanza quando dovevo fare una cosa specifica. A non accenderlo subito alla mattina e a spegnerlo ad una certa ora dopo cena.

  • Ho iniziato a fare una cosa alla volta cercando di dedicarmi solo a quella, ad esempio aspettando che l’acqua della pasta bolla senza fare mille cose nel frattempo. Questo sarà difficile all’inizio ma poi ti restituirà molte energie.

  • Ho iniziato a fermarmi in qualche momento della giornata e ad osservare se ero dentro a quello che stavo facendo o divagando nel passato o futuro. La presa di coscienza ti fa ritornare al momento presente!

  • Ho iniziato a dire no alle cose che non volevo anche se questo può deludere qualcuno, in modo da avere più tempo per ciò che mi piace e poterle fare dedicandomi completamente.

  • Ho iniziato ad aspettare di concludere una cosa prima di aprirne altre.

 
 

Tutto questo da una domanda che mi sono fatta: sto vivendo veramente o ricorrendo solamente obiettivi?

Questo è il primo e  importantissimo passo della Mindfulness che mi sta appassionando e di cui ti parlerò più avanti!

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“ORMAI E’ TROPPO TARDI”

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